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Il tribunale dà ragione a Marika Cassimatis, Grillo replica: “Non sarà lei la candidata sindaca M5S a Genova”

Il tribunale di Genova ha deciso: Marika Cassimatis ha ragione. Beppe Grillo non poteva cancellare il risultato delle comunarie genovesi a Cinque Stelle. Il giudice Roberto Braccialini, che per la stesura dell’ordinanza ha studiato sia il “Non Statuto”, il Regolamento e il Codice Etico, ha sospeso cautelativamente le due delibere con cui la professoressa di Geografia veniva esclusa dal movimento e con cui Luca Pirondini è stato scelto dal capo politico dei pentastellati per correre alle elezioni con il simbolo dell’M5S. Accolto il ricorso presentato dagli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo. Ma Grillo risponde con una nota sul blog e replica: “non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, come lei ha affermato. Marika Cassimatis – conclude M5S – è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è né sarà candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”.

Per il momento quella del tribunale è un’ordinanza di sospensione, il merito verrà deciso più avanti. Il giudice ha stabilito che Grillo ha violato lo statuto che permette l’accesso alle votazioni on line solo agli iscritti a Genova. Il magistrato, invece, non si esprime sulla decisione del 6 aprile, quando Grillo ha escluso la Cassimatis dalla piattaforma Rousseau. Si legge: “…Quella esclusione non può essere presa in considerazione… provvedimenti… che non sono stati al momento impugnati…”
Marika Cassimatis ha appreso la notizia questa mattina dai suoi avvocati, che hanno avuto la comunicazione sull’esito del ricorso via posta certificata. “Ho vinto su una questione di diritto – dice – ora sono la candidata sindaca dei Cinque Stelle per Genova, la palla passa a loro, sono loro che devono decidere cosa fare, possono sempre dire ‘ci siamo sbagliati’, adesso bisogna parlarsi fisicamente, perchè finora non è stato possibile”. Su Facebook la Cassimatis ha annunciato la sua vittoria con un post che dice: “Abbiamo vintoooooo! #davidecontrogolia #genova2017 #m5s”. ++ M5s: Cassimatis, ‘Fidatemi di me’ non ha valore ++. “Abbiamo vinto su una questione di diritto _ ha ribadito poi davanti alla scuola di Sestri Ponente dove insegna _ ora c’è grande entusiasmo. Sono il candidato sindaco”, aggiungendo: “Il tribunale ha parlato e ha detto che il ‘fidatevi di me’ che Grillo ha usato per dire che non ero candidabile non ha valore giuridico”.
“Un candidato c’è ed è Marika Cassimatis. Il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice”. Lo conferma l’avvocato Lorenzo Borrè che assiste la professoressa ‘scomunicata’ da Beppe Grillo. “Ho comunicato questa mattina a Cassimatis la decisione del giudice – ha detto Borrè – e mi ha risposto dicendomi “Evviva”, era a lezione. Il presidente ha comunque accolto tutte le nostre richieste facendo proprie le nostre argomentazioni”. Formalmente Cassimatis è in corsa per le comunali a Genova, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perché la titolarità è di un movimento diverso dal movimento che ha espulso la professoressa: il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l’avvocato Enrico Grillo. Grillo però guida entrambi.
Anche se Beppe Grillo è il “capo politico” del Movimento 5 Stelle non ha il potere di veto sulle decisioni delle assemblee telematiche. Tali decisioni anzi sono vincolanti per lui e per gli eletti. “Un eventuale auto annullamento del voto del 14 marzo dovesse essere disposto dalla stessa assemblea locale previamente convocata”. E’ quanto scrive il giudice Braccialini nell’ordinanza con cui ha accolto l’istanza. Il magistrato fissa alcuni principi fondamentali per tutta la vicenda del “caso Genova”. “Nonostante non sia particolarmente agevole ricostruire le regole organizzative del Movimento e l’istanza dirigista riconosciuta a Grillo, quest’ultimo non ha un potere di intervento nel procedimento di selezione delle candidature”. Il giudice scrive anche: “Le assemblee telematiche producono deliberazioni vincolanti per il capo politico e per gli eletti”, “Grillo ha un ruolo di indirizzo e impulso particolarmente penetrante che però, in materia di candidature locali, non si identifica nel “diritto di ultima parola”.
La decisione è commentata in una nota apparso sul blog di Beppe Grillo che recita: “Il tribunale di Genova oggi ha sospeso l’efficacia della decisione assunta da Beppe Grillo in qualità di Garante e titolare del simbolo del MoVimento 5 Stelle di non concedere alla Cassimatis l’uso del simbolo stesso per le elezioni comunali del 2017 a Genova (e non di escludere la Cassimatis dal percorso selettivo). Ha inoltre sospeso l’efficacia della votazione del 17 marzo in cui si chiedeva a tutti gli iscritti di esprimersi sull’importante decisione di partecipare o meno alle comunali di Genova. La sentenza specifica la ‘natura interlocutoria delle odierne statuizioni’, che non sono, quindi, definitive. Si tratta di un provvedimento cautelare di sospensione suscettibile di modifiche sia in sede di (eventuale) reclamo che di merito”. “Rispettiamo la sentenza _ prosegue la nota _ che, tra l’altro, riconosce la validità e la legittimità del Regolamento del MoVimento 5 Stelle (‘le apprezzabili regole statutarie più volte richiamate, sottolineate ed apprezzatè) riservandoci, però, di tutelare in ogni sede le nostre ragioni”, scrivono i pentastellati. “In ogni caso non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle”.

Ora il Movimento Cinque Stelle ha 15 giorni di tempo per presentare appello contro la decisione presa dal giudici che ha accolto le ragioni dell’aspirante sindaco di Genova Marika Cassimatis. Lo ha detto stamane il presidente del Tribunale Civile di Genova Claudio Viazzi ai margini della festa della polizia. “Il provvedimento emesso dal giudice – ha spiegato – ha un dispositivo che sospende le decisioni adottate nelle settimane scorse dal Movimento ed è subito esecutivo. Il provvedimento per legge può essere reclamato nel giro di 15 giorni, nel qual caso si riunirà con la massima tempestività il collegio della stessa sezione di cui fa parte anche il giudice che ha emesso il provvedimento ma di cui non potrà fare parte. Il collegio, composto da tre giudici ma di cui non potrà fare parte Braccialini, deciderà entro 20 giorni dalla data della presentazione del reclamo”. Viazzi ha poi sottolineato che “aldilà del
merito, il primo dato positivo per me, e non solo per me, è che in una sola settimana siamo arrivati al provvedimento d’urgenza”.

Invece sceglie la linea del silenzio con la stampa Luca Pirondini, il candidato ‘estromesso’ dal giudice. Pirondini era anche atteso oggi ad un confronto pubblico con i candidati sindaco di centrodestra Marco Bucci e centrosinistra Gianni Crivello, organizzato dall’emittente locale Primocanale, ma non si è presentato.
La repubblica

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