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جنود ايطاليين

Militari italiani in Libano: tra solidarietà e tradizioni

Il contingente italiano in Libano ha distribuito attrezzature sanitarie alla fondazione Imam Sadr di Tiro, nel sud del Paese. In questi territori, considerati la roccaforte di Hezbollah, il lavoro dei militari italiani è molto apprezzato dalla comunità locale.
Due giorni fa l’unità di manovra del contingente italiano dell’UNIFIL in Libano ha distribuito attrezzature sanitarie alla Fondazione Imam Sadr di Tiro, nel sud del Paese.
Il materiale consegnato dai militari italiani tra cui due apparati per dialisi, dieci letti da degenza completi di materassi e cuscini ignifughi, un montascale per disabili, quattro carrozzelle e due montacarichi permetterà l’allestimento di nuove cliniche nei remoti villaggi del sud del Libano. Questa iniziativa, che rientra nel quadro dei progetti proposti dal contingente italiano in collaborazione con diverse associazioni non governative in favore della popolazione locale, è stata possibile grazie alla solidarietà dall’Azienda Ospedaliera “Maggiore della Carità”, dal “Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio” – delegazione Campania-Napoli – e dalla Onlus “Rock No War”.
Il supporto alla popolazione locale è uno dei tre pilastri portanti della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, oltre alle attività di controllo della cessazione delle ostilità nell’area del sud e la cooperazione con le Forze Armate Libanesi”. Il contingente italiano, a guida Brigata alpina Taurinense, svolge tutto questo con impegno, professionalità e stretta collaborazione con la comunità libanese.
Intanto il Natale si avvicina e come da tradizione il contingente italiano ha allestito nella base Millevoi di Shama, sede del comando del Sector West di UNIFIL, un albero natalizio e un presepe davvero originali. L’albero è composto da sedici containers e addobbato con luci ed una grande stella cometa che è stata realizzata nel 2008 nella stessa base durante il primo impegno in Libano del reggimento logistico Taurinense. Il presepe, invece, è stato allestito dentro un blindato. Alla breve cerimonia di accensione delle luci, hanno partecipato anche i cittadini della piccola municipalità libanese che ospita la base italiana.

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